È un teatro?
È un'associazione culturale?
È un progetto.
È un posto.
È una comunità.
È una specie di nave, dove il mare non c'è ma ce lo mettiamo noi.
È un luogo di formazione.
È uno spazio espressivo.
È una scuola di teatro. Anche.
È una compagnia teatrale. Anche.
È un crocevia delle fantasie e delle meraviglie. Soprattutto.


Una cucina, una cambusa.
Due spazi di lavoro. Una stanza azzurra.
Una costumeria in ordine.
Un ufficio dipinto di rosa.
Un magazzino tecnico.
Uno spogliatoio per gli attori.
Un cortile sul parco.


Carola, Cinzia, Claudio, Umberto. Luca, a volte.
Mario, di notte.
E poi
Gli allievi, i bambini delle elementari, i ragazzi delle medie e delle superiori.
Gli attori che invitiamo per la Rassegna Incontri,
i tecnici (Fausto in particolare).
E naturalmente il pubblico.


Tutto.
Si studia? Si prova.
Si salta, si corre, si suda.
Si sperimenta.
Si fa il caffè.
Si parla. Non solo con le parole.
Si impara a comunicare.
Si vive di teatro.
Si mangia insieme.
Si improvvisa.
Si lavora. Tanto.
Si montano le luci.
Si attaccano i teli.
Si scrivono testi, se ne leggono altri.
Si sta a guardare.
Si sta.